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Intervista sulla Biomeccanica a Claudio Spadola: perché assimilare le tecniche di Mejercol’d

Scritto il 16 Maggio, 2012 in TEATRO E DANZA

Abbiamo intervistato Claudio Spadola, attore e regista che ha lavorato con maestri come Franco Zeffirelli, Eimuntas Nekrosius, Dario Fo, Piotr Fomenko, Luigi Proietti, Mario Missiroli, (continua... Per il curriculum vitae di claudio spadola leggi QUIn. d. r.)

Un onore per noi poterci fare due chiacchiere con lui, e tracciare delle linee guida su un metodo si insegnamento fondamentale per qualsiasi performer in attività o chi volesse diventare tale.

 Ciao Claudio, innanzitutto, perche’ studiare la Biomeccanica?

Perché ti fa capire la recitazione fisicamente, attivamente, attraverso delle dinamiche,analoghe a quelle dei processi artistici, da svolgere come semplici giochi. La stessa cosa avviene nelle arti marziali o nelle filosofie orientali o in tutte le tradizioni di esercizi spirituali che nella semplice pratica quotidiana nascondono un profondo sapere. La Biomeccanica ti fa soprattutto capire la necessità di poter essere contemporaneamente il personaggio nella sua verità e credibilità di essere umano e parallelamente l’attore che non controlla il suo operato, non blocca il flusso delle esperienze reali infinite e infinitesimali del corpo del personaggio, ma può vigilare su come sta andando la performance e “agire in corsa”. E’ una cosa difficile da capire teoricamente, impossibile da far propria a parole. E’ una rivoluzione Copernicana per l’attore o performer in genere che solo l’evidenza sperimentale, la pratica guidata, te ne può dare consapevolezza.

 A chi si indirizzano specialmente i tuoi corsi?

A tutti coloro che hanno voglia e s’impegnano a cercare le molle fisiche così come le motivazioni interiori (che poi confluiscono le une nelle altre) che originano l’agire necessario, cioè l’agire che ha uno scopo; e a tutti coloro che s’impegnano a voler cercare da quelle stesse molle naturali, da quelle verità meccaniche interiori o esteriori, il modo di renderle più interessanti della natura, della vita quotidiana, in poche parole di renderle artistiche. Non che la natura non sia interessante ma magari siamo noi spettatori che non siamo ancora in grado di essere attratti se non in un certo modo.

La tua esperienza da dove arriva? Chi sono i tuoi Maestri diretti e indiretti?

I miei maestri diretti di Biomeccanica Teatrale sono stati Nikolai Karpov e Gennadi Bogdanov sia al G.I.T.IS. di Mosca che In varie scuole o stage in Italia, dove sono stato prima allievo e poi loro assistente o collaboratore, tra cui La Scuola Europea di S. Miniato, Il Centro Universitario Teatrale di Perugia, l’Arlecchino Errante di Pordenone. Ma altri maestri diretti importanti in cui ho ritrovato i principi della biomeccanica sono stati Nekrosius, De Fazio, Piccardi, Barba, Ruffini e tutti quelli diretti o indiretti che affermavano l’importanza del training fisico e della sperimentazione come base della creatività.

 Pensi che possano praticare i tuoi corsi anche persone principianti o chi non e’ fondamentalmente interessata ad essere necessariamente un attore o un danzatore? Che benefici puo’ avere una persona qualunque a studiare la biomeccanica?

Penso di aver risposto prima, cioè può essere utile a tutti coloro che hanno voglia e s’impegnano a cercare le molle fisiche così come le motivazioni interiori (che poi confluiscono le une nelle altre) che originano l’agire necessario. Ciò è fondamentale per l’attore, il danzatore, il performer in generale ma è indispensabile anche per l’essere umano se vuole cominciare a fare chiarezza nell’affrontare i suoi problemi non solo fisici di coordinazione, reattività, organicità, equilibrio etc. ma anche comportamentali, relazionali, creativi, ovvero di mancanza di creatività ed interesse alla vita. Ma è anche utilissimo a coloro che vogliono migliorare nell’analisi, nella scomposizione e poi nel montaggio, nella composizione globale, soprattutto del testo. E quindi anche agli scrittori. La biomeccanica teatrale prende molti termini e strumenti dall’analisi del linguaggio di contemporanei di Mejerchol’d quali Propp di cui il suo famoso Morfologia della fiaba è del 1928.

(continua...) 

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All’estero e’ una pratica piu’ affermata che in Italia?

In Europa, America e Russia è più approfondita e riconosciuta basilare specialmente nelle scuole di recitazione, ma anche le più importanti scuole italiane ormai l’hanno messa nei loro programmi didattici.

Come mai la scelta di fermarti nella citta’ eterna? C’e’ qualche situazione spirituale ed energetica particolare in questa citta’, o semplicemente una scelta professionale o familiare?

Solo una scelta professionale e familiare.

Dove possiamo vedere in scena nei teatri romani e italiani spettacoli dove il lavoro sulla biomeccanica e’ piu’ evidente che in altri?

Ci tengo a precisare che non esiste uno stile biomeccanico di messa in scena. Spesso si confonde il movimento scenico, l’acrobatica con la biomeccanica. La Biomeccanica Teatrale è solo un training psicofisico per attori o performers, ma come ho cercato di spiegare prima è utilissima a chiunque, anche ai non artisti, proprio perché porta ad un “sapere” fisico dell’essere umano “equilibrato” attraverso chiari esercizi e semplici giochi meccanici che hanno delle dinamiche analoghe a quelle dei processi artistici.

Qualche video che invece possiamo andarci a vedere sul web o comprare in dvd?

Esistono dei video di Bogdanov anche sugli etudes di Biomeccanica prodotti dal Mime Center di Berlino. Sul web è anche possibile trovare vecchi spezzoni in bianco e nero di sintetiche ricostruzioni di Mejerchol’d degli etudes di biomeccanica.

Infine, una frase che rappresenti al massimo la filosofia legata alla biomeccanica, che possiamo portarci con noi anche bella vita quotidiana.

Bisogna imparare a lasciarsi decidere da quello che ci sta attorno. Se corri non puoi ascoltare le resistenze dei materiali che ti garantiscono di rimanere nel flusso degli eventi, flusso che è continuamente cangiante e per questo vivo, sano e creativo.


Un grazie speciale, un saluto da Livecity

Federico Armeni